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July 31, 2007 by Davide Balzarotti.
Visto che questa estate il programma dei concerti qui a S.Barbara lascia un po’ a desiderare, per godermi un po’ di buona musica dal vivo son stato costretto ad allargare un po’ il “raggio di azione”. E cosi’ la location scelta per il concerto di venerdi sera di Bob Dylan era la fiera della (non certo famossisima) cittadina di Paso Robles, a circa due ore di macchina a nord di S.Barbara.
La fiera la definirei .. come dire… agricola.
Tanto per dare l’idea, quelle cose polverose stile cowboy con i rodei, i tori meccanici e il concorso per la vacca piu’ bella. Il concerto infatti si e’ tenuto nell’arena dei rodei, con tanto di recinto pieno di mucche a un centinaio di metri alla sinistra del palco. Gli spettatori erano prevalentemente persone di mezz’eta’ dall’abbigliamento molto improbabile. Gli uomini seguivano prevalentemente tre correnti: quelli in pantaloncini, maglietta stile-harley-davidson e infratido; quelli in jeans con cappello, stivali e camicia da cowboy; quelli con pantalone e camicia della festa (che nella maggior parte dei casi era una fantasia hawaiana probabilmente ricordo di un remoto viaggio di nozze e totalmente fuori luogo tra i ranch polverosi di paso robles).
Cornice rustica a parte, veniamo al concerto.
La band era in abito chiaro e cappello nero. Dylan in abito nero e cappello bianco.
La voce era decisamente rauca… una versione un po’ meno catarrosa, un po’ piu nasale (e alle mie orecchie altrettanto incompresibile) di Tom Waits.
Lo spettacolo e’ in pieno stile De Gregori:
- entrambi se ne stanno in piedi immobili a cantare per tutto il concerto
- entrambi non parlano assolutamente col pubblico
- entrambi tengono il cappello per tutta la sera (De Gregori se lo toglie per
ringraziare, Dylan non ringrazia)
- entrambi ti fanno girare un po’ le palle quando cantano le canzone famose completamente riarrangiate
Non fraintendetemi, e’ stata una bella serata e la musica era indiscutibilmente di altissimo livello (anche quando non riuscivo a riconoscere la canzone). Segue la scaletta della serata. Le prime 3 o 4 canzoni le ha fatte con la chitarra,
le altre al pianoforte e armonica a bocca (ma non appesa al collo come hai vecchi tempi).
1. Rainy Day Women #12 & 35
2. Lay, Lady, Lay
3. Watching The River Flow
4. Don’t Think Twice, It’s All Right
5. It’s Alright, Ma (I’m Only Bleeding)
6. Workingman’s Blues #2
7. The Levee’s Gonna Break
8. Just Like A Woman
9. Highway 61 Revisited
10. Spirit On The Water
11. Cry A While
12. When The Deal Goes Down
13. Summer Days
14. Masters Of War
(bis)
15. Thunder On The Mountain
16. All Along The Watchtower
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July 26, 2007 by Davide Balzarotti.
Nell’america dell’alta tecnologia, delle tv ad alta definizione e dei vecchi che fanno footing con l’ipod, ci sono alcune “lacune” che lasciano basiti.
Una, si sa, sono le reti (e le tariffe) dei telefoni cellulari. Ma io che non son mai stato un gran fanatico del telefonino non ho fatto
molta fatica ad abituarmi (sebbene mi facciano sorridere quando cercano di venderti un cellulare dicendoti che manda anche messaggi testuali)
Anyway, oggi ne ho scoperta un’altra….
Sto facendo il corso da sub e mi servivano un paio di fototessere. Stamattina chiedo a Ryan dove posso andare a fare ste benedette foto e lui mi guarda con aria desolata e dice “Non so, non e’ mica facile”!!
Pensavo mi prendessi in giro, ma alla stessa domanda suo fratello non ha avuto di meglio da rispondere che “Hai provato a chiedere a google?”
Al che gli ho spiegato che nei paesi “sviluppati” ci sono queste cabine in cui entri, metti 3 euri, pigi un bottone, aspetti 2 minuti e voila’. Mi confermano che in effetti tali esotiche macchinette esistono ma non sono facili da trovare. L’unica che hanno visto era in un centro commerciale a Ventura (tipo se io da Piacenza dovessi andare a fare le foto a Cremona)
Morale della favola, finisco per chiedere a Google.
Sua maesta’ il motore di ricerca mi suggerisce di rivolgermi a un corriere (che se escludiamo il fruttivendolo sarebbe stato l’ultimo posto in cui sarei andato a chiedere una fototessera). Devo ammetter che tutto sembrava un po’ una candid camera, ma al giorno d’oggi se non ti fidi di google…. Cosi prendo la macchina e vado all’ufficio dell’ UPS che c’e’ in fondo alla mia via. Il ragazzo mi conferma che naturalmente fanno le fototessere per il passaporto. Mi mette in piedi davanti ad uno schermo bianco, prende una macchina fotografica dall’aspetto angoloso, click, mette la macchina su una stampante, aspetta 2 minuti e quella sputa fuori il solito foglietto quadrato con su 4 (o 6 a seconda delle dimensioni) foto del sottoscritto.
Tutto come nei cabine italiane, altrettanto veloce e senza la puzza di piscio.
Gran bell’affare vero?
NO. Sia lodato lo squallore dei cubicoli italiani,
qui per avere una fototessera ho dovuto pagare 16 dollari e 50 centesimi !!!!
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July 10, 2007 by Davide Balzarotti.
Scrivo sempre per lamentarmi dei problemi che incontro nei viaggi dall’Italia all’America. Per una volta, mi sento in dovere di scrivere per segnalare una traversata davvero piacevole. Sul volo linate-heatrow niente da segnalare se non che dopo tanto tempo ho potuto riassistere alla classica scenetta tutta italiana degli applausi scroscianti all’atterraggio.
Stucchevole, ma mi fa sempre sorridere
La vera chicca pero’ e’ stata la tratta londra-LA:
Ovviamente, se la dea bendata mi ha sorriso durante il volo, la sfiga mi aspettava in aereoporto.
Per una sfortunata coincidenza nell’arrivo degli aerei si era formata una fila titanica al banco dell’immigrazione: per passare i controlli ci ho messo quasi un’ora e mezza. Risultato: i miei bagagli eran stati tirati giu’ dal rullo e buttati in un angolo, la scrittrice si era rotta le palle e se ne era andata, e ho pure perso l’autobus per Santa Barbara.
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July 10, 2007 by Davide Balzarotti.
Come ogni bravo emigrante, mi son fatto le vacanze estive in Italia.
Il motivo del viaggio era duplice: passare un po’ di tempo con la mia famiglia, rivedere gli amici, e rifare il visto (sono tre ma fa lo stesso). Tutto sommato posso dire di essermi attenuto fedelmente al programma.
Le giornate le ho passate a giocare con mia nipote.
Le serate le ho passate bevendo birra con i miei amici.
In pratica ho fatto 15 giorni a mangiare (mia mamma come al solito mi ha trovato deperito e mi ha messo all’ingrasso) e dormire (avevo scordato la gioia di fare i pisolini pomeridiani).
A Piacenza non e’ cambiato niente: sono riusciti ad aumentare il gia’ fantastico numero delle rotonde (ormai i semafori sono rari come le cabine del telefono), e ad aprire un altro ipermercato (ormai c’e’ n’e’ uno ogni 18 abitanti).
Dal canto mio, ho finalmente potuto mostrare a tutti la mia nuova pettinatura.
Pochissimi hanno avuto la (s)fortuna di conoscermi abbastanza a lungo da avermi visto con i capelli corti. Per la maggior parte era la prima volta senza coda. Il commento piu’ frequente e’ stato che sembro molto piu’ giovane (indipendentemente dal motivo, quando la gente comincia a dire che ti trova piu’ giovane, vuol dire che cominci ad essere vecchio)
Il commento piu’ bello e’ stato quello di mia nipote. Un giorno, eravamo in campagna, passa una lucertola senza coda. Io gli spiego che qualcuno doveva avergliela tagliata. Al che lei mi guarda e mi dice “Come allo zio”, e poi ridendo “Sei un lucertolone anche tu”.
Ha solo 2 anni e mezzo ma fa gia’ dei ragionamenti della madonna
Mentre ero in Italia mi son perso una settimana di ottime onde
E’ un mese che non faccio surf e la notte comincio a temere di andare in sonnambula e saltare in piedi sulla scrivania.
Mentre ero in Italia mi son perso anche il 4 di luglio.
Tuttavia, essendo il nostro patrono, e’ festa anche a Piacenza. Solo che da noi l’Independence Day si chiama S.Antonino.
Purtroppo, invece della grigliata in spiaggia e dei fuochi artificiali, noi abbiamo la fiera con 4 Km di bancarelle dei cinesi. Scusate se e’ poco
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