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May 28, 2007 by Davide Balzarotti.
Per festeggiare il Memorial Day (che sarebbe oggi) abbiamo deciso di passare una bella giornata in spiaggia. La nostra destinazione era un posto chiamato Jalama beach, a circa un’ora da S.Barbara ed a circa 30Km dal piu’ vicino centro abitato.
Il posto e’ famoso per tre cose:
- Il surf (e’ uno dei migliori beach break della California)
- Il vento (che naturalmente il piu’ delle volte rovina il surf,
contraddicendo il punto precedente)
- Il world famous Jalama Burger (ottimo dopo il surf, da evitarsi prima)
Siamo partiti equipaggiati per una lunga giornata sotto il sole - e manco a dirlo c’era nuvolo e faceva un freddo barbino. Non mi sono lasciato spaventare e appena arrivati mi son lanciato in acqua a fare un po’ di surf. Sono durato poco (ma un paio di buone onde son riuscito a prenderle) e sono uscito con un sorriso alla Joker stampato sulla faccia (un po’ per il divertimento, un po’ perche’ il freddo mi aveva letteralmente paralizzato le ganasce). Tempo di rimettermi i vestiti e ci siam fiondati nella baracca che fa da negozietto e che prepara gli hamburger, dove la temperatura era piu’ godibile ed una tazzona di te bollente mi ha fatto recuperare un po’ di mobilita’ nei muscoli facciali.
Avevamo tanta roba da mangiare da sfamare una squadra di football ma il clima ci ha costretto a sostituire il picnic con un velocissimo spuntino (in parte consumato in macchina :P). A questo punto, persa completamente la fiducia nel fatto sarebbe uscito il sole, abbiam deciso di tornarcene a casa.
Clima a parte il posto era davvero molto bello, ed il surf era a dir poco fenomenale - specialmente considerando che e’ un periodo di fiacca, e che a SB non c’e’ un onda a pagarla oro.


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May 28, 2007 by Davide Balzarotti.
Sto parlando di Security & Privacy, una delle piu’ importanti e selettive conferenze di sicurezza informatica. Si tiene ogni anno a Berkeley (o Oakland, visto che l’albergo sorge sul confine) e di solito qui a UCSB vanno tutti in massa (il mio gruppo naturalmente, non tutta l’universita’).
Beh, dicevo che io non volevo andare..
Avevo dato una occhiata al programma e non c’era niente di interessante. In piu’ avrei dovuto noleggiarmi una macchina e andar su domenica notte per conto mio per non perdermi la lezione di rock climbing (che avevo gia’ pagato). Per farla breve, un po’ per non fare il crumiro, un po’ perche’ ci si incontra sempre gente interessante, un po’ perche’ e’ comunque una “vacanza” spesata… mi sono unito all’allegra comitiva.
E’ andato tutto come da copione:
- La conferenza ha fatto davvero schifo (diversi degli articoli
presentati erano a dir poco agghiaccianti)
- L’hotel e’ sempre una meraviglia
- La vista sulla baia non ha prezzo
- La parte di social networking e bevute di birra e’ stata come
al solito molto piacevole
- A S.Francisco faceva un caldo bestia
Le due serate: la prima a cercare (con scarsissimo successo visto che era lunedi) di far casino a S.Francisco. Comitiva numerosa trascinata da Giovanni ubriaco, nuovo record di persone in un minivan (due nel baule), e un paio di pub semideserti. Non esattamente da ricordare… La seconda siamo invece rimasti a Berkeley in una specie di birreria molto carina, abbastanza animata, con un sacco di tavolini all’aperto e musica Jazz dal vivo.
Vi lascio con una foto dell’Hotel….
.. ma vi rendete conto che anche tutte le tegole sono bianche!!
Chissa come faranno a tenerle pulite (??)

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May 1, 2007 by Davide Balzarotti.
Ormai in preda ad una fantozziana febbre da arrampicata, domenica pomeriggio sono andato a fare bouldering. Il principio e’ semplice: invece di arrampicarsi sul fianco di una montagna, si “scalano” i sassi. Visto che un sasso e’ raramente piu alto di tre metri, per fare bouldering non servono ne’ corde ne’ imbragature, bastano un paio di scarpe. In ogni caso, per attutire le eventuali cadute si usano degli appositi materassini da metter per terra.
Lo so, raccontata cosi sembra un po’ una cagata.
In realta’ pero’ e’ molto difficile e tremendamente faticoso. Difficile perche’, dal momento che per scalare una roccia bastano spesso pochi movimenti (talvolta anche solo 3 o 4) i problemi (cosi’ si chiamano le vie nel bouldering) sono spesso molto complicati. Io son riuscito a fare un paio dei piu semplici, ma nelle maggior parte dei casi non riuscivo nemmeno a staccare i piedi da terra.
Faticoso perche’ la maggior parte dei problemi sono MOLTO strapiombanti, quindi - causa anche la mia mancanza di tecnica - lo sforzo sulle braccia e’ mastodontico.
Altro vantaggio del bouldering e’ che e’ molto sociale. Vale a dire che si conosce un sacco di gente e ci si aiuta/consiglia l’uno con l’altro. Insomma, davvero una bella esperienza.
Naturalmente, non e’ stata tutta rosa e fiori. Tralasciando il male (lo definirei profondo) alle dita e il diffuso dolore a tutti i muscoli del corpo che a 3 giorni di distanza non ne vuol sapere di passare… c’e’ il problema delle mani. La roccia infatti, non e’ cosi’ liscia come gli appigli della palestra. La superficie ricorda abbastanza quella della cartavetra a grana grossa. Provate voi a starci appeso tutto il pomeriggio…
Il risultato e’ che alla fine le mani erano carteggiate a dovere, al punto che la sera ho dovuto lavarmi con le mani fuori dalla doccia
perche’ il contatto con l’acqua calda era una tortura (vi lascio immaginare la scena comica della doccia senza mani..)
Seguono un paio di foto


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