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December 29, 2006 by Davide Balzarotti.
Son rientrato dalla mia breve vacanza lunedi sera, giusto in tempo per dare una lavata ai panni sporchi e buttare quattro stracci nella valigia. Martedi mattina ero in aereoporto a Los Angeles in attesa del volo di rientro per l’Italia.
Piacenza, di solito, e’ *solo* a 24 ore di distanza…
Il volo sopra l’atlantico e’ stato ottimo come al solito, ma a Lodra ci attendeva una cappa di nebbia da far venir voglia di fare dietro-front e ritornare nella calda California.
A questo punto son cominciati i disagi.
Con oltre il 90% dei voli annullati, la giornata e’ trascorsa alternando la fila ai banchi della British per farsi mettere su un altro aereo (oltre 4 ore di fila!) e la snervante attesa davanti ai monitor per vedere se il benedetto volo sarebbe partito o se bisognava tornare ai banchi per un altro giro. Ho conosciuto un gruppo di ragazze che erano in aereoporto da 2 giorni, e un tipo che e’ andato a noleggiare una macchina per guidare fino in Germania.
A me tutto sommato e’ andata bene, e dopo 12 ore di attesa ho trovato posto sull’unico volo in partenza per Linate. Dopo l’imbarco
ci han tenuto ancora 3 ore in attesa del decollo per una serie di problemi allucinanti. Giusto per dirne uno, han scoperto di avere 7
valigie nella stiva di persone che non eran sull’aereo e quindi hanno bloccato il decollo e han fatto venire un omino che, all’alba delle due di notte e con diversi gradi sotto zero, si e’ messo li fuori a far passare i bagagli uno a uno (!!) fino a che non e’ riuscito a trovare e rimuovere le meledette valigie in eccesso.
In ogni modo, la festa che mi ha fatto mia nipote al rientro ha letteralmente spazzato via tutti i ritardi e gli sbattimenti del viaggio..
PS: Buon Natale
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December 20, 2006 by Davide Balzarotti.
Terminata la parita dei Lakers, siamo andati giu a San Diego a dormire sullo yatch - pronti ad attraversare il confine col messico la mattina successiva. Obiettivo della vacanza: passare il weekend in una villa a Rosarito a bere, mangiare e fare surf.
Rosarito e’ una cittadina a mezzora dal border dove il principale business e’ costituito dagli studenti americani in cerca di una notte di divertimento vicino a casa ma lontano dal proibizionismo americano. La villa (in questo caso sarebbe d’obbligo usare la V maiuscola) in questione ci e’ stata gentilmente “prestata” per il weekend dal proprietario dello yatch.
Passare il confine verso il Messico e’ un gioco da ragazzi. Niente controlli, niente dogana, neanche l’ombra di una guardia. Potevo passare con due cadaveri in spalla e non se ne sarebbe accorto nessuno. Superati i cancelli ci si trova nella grande, famosa e totalmente anonima Tijuana. Noi la sfioriamo appena e rientriamo nell’autostrada che va verso sud. Il viaggio e’ breve e piacevole e in una ventina di minuti siamo a Rosarito.
La cittadina e’ davvero bruttina (chissa se tutto il resto del Messico e’ in un tale stato di degrado) con case piccole e diroccate e un sacco di negozi che vendono articoli artigianali in ferro o in terracotta. Da un lato il blu intenso dell’oceano pacifico, dall’altro il marrone delle colline di terra bruciata. Di verde invece non se ne vede da nessuna parte.
Il gruppo di case dove siamo diretti e’ presidiato giorno e notte dalle guardie. La nostra e’ l’ultima villa del complesso e appena scendiamo dalla macchina cominciamo a sorridere. Ci accoglie il cuoco/maggiordomo che ci da il benvenuto, ci mostra le nostre stanze, ci chiede a che ora vogliamo cenare e ci allunga una bottiglia di tequila. Il ghigno sulle nostre facce si allarga.
La villa e’ ovviamente sull’oceano, con piscina e vasca a idromassaggio direttamente sulla scogliera. Il soggiorno e’ una stanzona enorme arredata in modo molto elegante dove tutta la parete e’ una enorme vetrata sull’oceano. In attesa della cena mi siedo sul divano a guardare le onde e mangiare cubetti di anguria. Il sorriso da ebete comincia a farmi venire i crampi alla mascella…
Sotto al soggiorno c’e’ una tavernetta con bancone bar (lungo una decina di metri), pista da ballo, divani e tavolini per giocare a carte. Le pareti son tappezzate di foto che ritraggono il proprietario mentre stringe la mano a vari presidenti e personaggi dello spettacolo. C’e’ anche una foto del suo aereo privato… sto tipo (dio lo benedica) deve davvero avere una barcassa di soldi.
Purtroppo il primo giorno e’ rovinato dal maltempo (in pratica siamo nel bel mezzo di una tempesta) e quindi ci “accontentiamo” di bere, mangiare e andare in giro per i locali messicani. La mattina successiva mal di testa d’ordinanza; tuttavia basta un po’ di sole e da una buonissima colazione messicana (avere il cuoco e’ una sensazione davvero straordinaria) a farcelo passare rapidamente.
Passiamo la giornata in spiaggia: i miei coinquilini a fare surf, io a guardare. La tempesta del giorno prima aveva portato onde oltre i 2 metri e con la mia longboard e le mie limitate capacita’ era davvero moldo difficile riuscire ad uscire. Al rientro ci scialliamo nella
vasca a idromassaggio a bere birra e guardare le onde.
Per cercare di non trovare traffico decidiamo di partire di notte. Nonostante l’orario, per attraversare il confine con gli Stati Uniti
c’e’ quasi un’ora di coda (qui i controlli ci sono, eccome). Passiamo la notte sullo yatch ed il Lunedi mattina ci alziamo presto per andare a fare surf a S.Diego. Ho giusto il tempo di uscire dall’acqua e correre a prendere al volo il treno per S.Barbara, con ancora il muso bagnato e le alghe nei capelli.
Il viaggio e’ stato molto confortevole (tipo i nostri Eurostar) e molto lento (tipo i nostri regionali). Poco male, io dormivo…
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La “veranda” |
Todd in azione |
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L’interno della villa. Tutto attorno alla piscina con fontana ci sono le camere degli ospiti |
La piscina |
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Le “case” lungo la strada |
Il meritato riposto… |
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December 15, 2006 by Davide Balzarotti.
La mia prima partita allo Staple Center e’ stata davvero memorabile.
Siamo arrivati un po’ in ritardo a causa del traffico pazzesco (S.Barbara-Los Angeles tutta a 60 all’ora). Cmq, non ci siamo poi persi granche’: al termine del secondo quarto i Lakers erano sotto di 21 punti. Sembrava una partita finita, ma trainati da un Kobe fenomenale (terminera’ con piu di 50 punti) la squadra comincia una formidabile rimonta che li porta al pareggio a pochi secondi dalla fine della partita. Si va al primo tempo supplementare, che pero’ non basta a decidere la partita. Al secondo supplementare i Lakers dilagano e chiudono con una grande vittoria.
Che altro dire.. il palazzetto e’ bellissimo e anche dall’ultimo anello la partita si vede benissimo. Il pubblico e’ caldo ma il tifo sempre composto. Assolutamente da vedere…
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December 11, 2006 by Davide Balzarotti.
Le due cose sono cominciate con un sincronismo perfetto. Da un lato e’ finita la settimana incubo per i preparativi dell’edizione annuale del Capture the Flag internazionale (una settimana durissima in cui ho pranzato e cenato in laboratorio, toccando spesso le 15/16 ore consecutive davanti al pc). Col il termine della gara tenutasi Venerdi posso ritenermi praticamente in vacanza.
Nel frattempo, Sabato mattina e’ arrivata la prima tempesta invernale. Il che vuol dire pioggia e vento, ma vuole sopratutto dire
onde.
Non c’e’ stato bisogno di guidare fino a Ventura (20-25 minuti a Sud di S.Barbara) per fare surf. Qui in citta’ c’erano onde di due metri e passa…. un vero spettacolo. Nonostante la prolungata privazione di sonno, sabato mattina ci siamo alzati presto e siamo andati a controllare le cose di persona. A giudicare dal numero di gente in acqua e sopratutto dal numero di “guardoni” sulla spiaggia c’era da chiedersi se in citta’ fosse rimasto qualcuno.
Surfare con onde di 2m (talvolta anche piu alte) e’ stato davvero una bella emozione. Purtroppo una tavola volante di qualcuno
che era stato spazzato via da un onda e’ atterrata di punta sulla mia e mi ha fatto uno squacio impressionante.
Me ne sono accorto solo quando sono uscito dall’acqua, quindi non so nemmeno chi sia stato.
Son cose che succedono….
….non bisogna incazzarsi…
…. la tavola si ripara….
Ma porc$ !@#!#&@#
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