Archive for October 26, 2006

Problemi di Parcheggio

Prologo: Parcheggiare a UCSB
L’universita’ e’ costruita su una sorta di promontorio, con il mare su due lati. Il terzo lato e’ adiacente al dormitorio degli studenti ed il quarto a Goleta beach. Tutti i parcheggi all’interno del campus sono dati in appalto ad un’azienda esterna, una sorta di compagnia di strozzini a giudicare da quanto fanno pagare i permessi. Per chi come me non vuole cedere al ricatto oppure non si puo’ permettere di parcheggiare nel campus, non resta che rischiare il parcheggio in spiaggia.

Goleta beach e’ infatti dotata di un enorme parcheggio e siccome in spiaggia non ci sono mai piu’ di 15 persone il parcheggio e’ sempre in gran parte vuoto. Il parcheggio e’ pubblico e gratuito. Uno puo’ lasciar li la macchina tutto il giorno, ci puo’ anche dormire ma e’ assolutamente vietato parcheggiare e poi andare in universita’!!

Il centro della vicenda: La multa
Venerdi scorso ho preso la multa perche’ ho parcheggiato a Goleta beach. Niente da ridire, il poliziotto e’ stato piu scaltro di me.
Naturalmente, una volta che ti beccano non puoi piu’ parcheggiare li perche conoscono la macchina e ti castigano tutti i giorni. Le opzioni sono due… (1) pagare il parcheggio, (2) tornare al buon vecchio autobus.
C’e’ una linea piuttosto efficiente che va la spola tra downtown e l’universita’ ogni mezzora. La corsa e’ veloce, circa lo stesso tempo che ci si mette in macchina. Pero’ bisogna andare a prenderlo al capolinea e questo richiede un’altra corsa con un autobus che ferma proprio di fronte a casa mia. Beccare giuste le coincidenze non e’ facile. (se vi chiedete perche’ non prendo la macchina per andare al capolinea degli autobus vuol dire che ancora vi sfugge il quadro generale: il parcheggio al capolinea degli autobus c’e’ ma si paga un dollaro all’ora).

Epilogo: Pendolare
Stamattina sono uscito di casa alle 9.40. Ho aspettato per un po’ alla fermata, ma c’era nuvolo ed avevo freddo. Cosi ho fatto una corsa in casa a prendere il giubbotto: 2 minuti, giusto quel che basta per perdere il pullman. Quello dopo passa dopo venti minuti, ma sfortunatamente l’autista era in oca e non si ferma. Il sole sale e comincia a fare caldo. Altri venti minuti per scoprire che la corsa delle 10.15 e’ annullata (davvero, ogni vento minuti per tutto il giorno con un buco alle 10.15 !!). Nel frattempo nella casa di fronte arrivano i giardinieri, tagliano l’erba nel prato e se ne vanno. Altri 20 minuti di attesa e il pullman successivo arriva al capolinea un po’ in ritardo, giusto quel che basta per perdere l’ennesima coincidenza e dover aspettare un’altra mezzora su una panchina. Arrivo in universita’ poco prima di mezzogiorno, niente male per una tratta di una quindicina di miglia.

Ringraziamenti
Non sarei mai riuscito a superare questa dura prova se non fosse per il quotidiano allenamento di stress e ritardi a cui ero mio malgrado sottoposto in Italia. Grazie Trenitalia.

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