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October 2, 2007 by Davide Balzarotti.
Todd (il capitano dello yatch) si e’ licenziato e dopo otto anni su una barca e’ finalmente tornato a vivere sulla terraferma. Si trasfererira’ presto nel suo stato (non chiedetemi quel’e’ perche’ non me lo ricodo, qualche posto vicino al Michigan mi pare) ma per adesso si fermera’ un po’ con noi a Santa Barbara.
Ci ha portato anche due casse di vino da 50$ la bottiglia. Che a dire il vero sono quasi finite, visto che ne apriamo una quasi tutte le sere (con accoppiamenti improbabili tipo fetta di pizza e un Cabernet Sauvignon riserva del 2001).
Noi, per non essere da meno, oggi gli abbiamo dato il benvenuto rimanendo senza luce. Nel senso che ci hanno letteralmente tagliato la corrente perche’ a quanto pare non pagavamo da tre mesi!
Brandon, che era incaricato della cosa, si e’ difeso dicendo che e’ impossibile perche’ la banca dovrebbe pagare le bollette automaticamente. Dal canto loro, dicono di aver mandato numerose lettere, di cui una anche la settimana scorsa che diceva “ultimo avvertimento“.
Brandon dice che non deve averci fatto caso perche’ tutte le lettere dicono “ultimo avvertimento”
Anyway, chiarita la cosa e sborsati un po’ di soldi - hanno mandato un tecnico a riallacciarci l’impianto.
Ma non son stati poi molto veloci, visto che siamo restati senza luce quasi tutto il giorno.
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September 17, 2007 by Davide Balzarotti.
Gli americani (notoriamente molto forti in geografia) tendono a confondere Australia e Austria. Per aiutarli in questo difficile compito ed evitare malintesi, quando uno parla dell’Austria aggiunge spesso “Quella senza canguri” (no, non sto scherzando)
Beh, questo e’ il resoconto del mio viaggio in Australia (quella con tanti canguri).
Day 1: Il Viaggio
L’Australia ha una strana proprieta’: da ovunque tu arrivi, e’ sempre MOLTO distante. Per esempio, dall’Italia e’ quasi dall’altra parte del mondo. Ma anche la California dall’Italia e’ quasi dall’altra parte del mondo. Tuttavia, dalla California all’Australia ci sono 13 ore di volo!!
Miracoli della fisica a parte, il viaggio di andata e’ stato lungo, noioso, ed estremamente scomodo. I viaggi intercontinentali con la United in classe turistica dovrebbero essere aboliti al pari delle torture fisiche. Lo spazio e’ lillipuziano, il cibo e’ cattivo (ma tanto non riesci a mangiarlo perche’ hai gia’ le ginocchia in bocca) e il sistema di intrattenimento deve essere lo stesso che usavano durante la seconda guerra mondiale: film proiettati su un piccolo schermo di tela che ogni volta che qualcuno si alza in piedi non vedi piu nulla. Quasi non fai nemmeno caso alla resa cromatica, al cielo verde e alle piante blu.
Ma che volete che vi dica, pur di andare in Australia avrei viaggiato anche in uno scatolone pieno di chiodi.
(Side note: arrivando dall’America si attraversa la linea di cambio di data. In pratica si perde un giorno in pochi minuti. Non potevo fare a meno di ripensare all’Isola del giorno prima di Eco)
Day 2: Gold Coast
La conferenza era nella Gold Coast, in una piccola cittadina chiamata “Surfer Paradise”.
Il lungo periodo di siccita’ che interessava la regione e’ terminato nel momento esatto in cui siamo scesci dall’aereo. Fino al giorno prima (e per mesi e mesi consecutivi) c’era stato il sole. Per i quattro giorni del nostro soggiorno non ha fatto altro che diluviare con vento oltre i 20 nodi. Il periodo di sole e siccita’ e’ ricominciato puntuale il giorno esatto in cui ce ne siamo andati.
A causa del clima, il primo giorno non abbiam fatto granche’.. Un’occhiata in giro, una mangiata di pesce e poi ci siamo rintanarci in hotel. Per la cronaca, avevamo una camera strafica al 16 piano di un grattacielo con vista sull’oceano.
Day 3: La conferenza e il Romano
Abbiamo passato la giornata alla conferenza che e’ stata … beh… chissenefrega.
Alle 4 abbiam caricato le mute in macchina (tra l’altro in Australia si guida a sinistra) e siamo andati a fare surf. Sfortunatamente, i negozi in Gold Coast chiudono alle 5 e cosi’ non abbimo fatto in tempo a noleggiare le tavole.
Fino ad ora, la vacanza in Australia era stata una fregatura gigante.
Mentre ce ne stavamo davanti alla spiaggia sotto l’acqua a guardare il mare con le pive nel sacco - si avvicina un ragazzo dal capello lungo che esordisce dicendo (con un accento romano marcatissimo):
“Ciao, ho sentito che siete italiani. Grande, erano …. mah… quasi… QUATTRO giorni che non sentivo parlare italiano”
Dannazione, 4 giorni !! Questo si e’ che incredibile.
Scambiamo 4 chiacchiere e veniamo a sapere che e’ un surfista italiano (nel senso che fa davvero surf in italia). Gli chiediamo che ci fa in Australia, se e’ in vacanza, lavora o se vive li. Lui risponde:
“Mah… no… non so.. io faccio surf”
Un filosofo. Un mito!
Piccolo, freddo e sembra fatto di plastica. Ma conviene tenergli la bocca legata…

Un pitone di 3 metri in sala da pranzo? Questa si che e’ una conferenza di *sicurezza*

Day 4: Finalmente Surf
Per evitare scherzi con i negozi, lasciamo la conferenza alle 11 di mattina ![]()
Noleggiamo le tavole (tra l’altro nuove di pacca) e ci fiondiamo in acqua. Il posto era da lasciare senza parole. Un perfetto point break con onde destre lunghe mezzo miglio e alte 7-8 piedi. Ogni tanto notavo che pioveva. Il vento ha soffiato forte per tutto il tempo. Ma con onde del genere non aveva davvero nessuna importanza..
Peccato che cause le condizioni atmosferiche non ho fatto foto dalla spiaggia
Questo giorno vale l’intero viaggio.
Tutto quel che viene dopo sono solo ciliegine sulla torta.
Day 5: Le strane bestie Australiane
Il parco naturalistico era uno zoo travestito. Niente gabbie o catene, ma tesso principio. Nonostante questo, e’ stata una buona occasione per vedere tutti gli strani animali del paese. La maggior parte sono delle varianti piu’ o meno belle del topo: dal wombat (incrocio tra un topo e un cinghiale) al diavolo della tasmania (piu’ un topo-procione direi).
Anche il canguro in fondo e’ un po’ un topone. Tanto aggraziato quando salta quanto goffo quando cammina (usano la coda tipo bastone). Ma i piccoli che fanno capolino dai marsupi delle mamme sono veramente dolcissimi.
I coccodrilli sono abbastanza inutili: predatori perfetti in una laghetto senza prede. Belli son belli, ma non si possono ovviamente avvicinare e visti da lontano sembrano soprammobili.
Per finire il coala, che e’ di gran lunga il mio preferito. Non c’e’ molto da dire, se non che ha una sembra un orsacchiotto, che dorme sempre (con le braccia incrociate) e che anche quando e’ sveglio e’ del tutto incurante di quel che gli succede attorno.
Day 6: Viaggio a Nord
Tappa serale a Brisbane e poi volo interno alla volta di Cairns, nella punta a Nord-Est dell’Australia. Entrando nella zona tropicale riusciamo finalmente a lasciarci alle spalle il maltempo.
A nord sembra un altro mondo. Fa molto piu’ caldo ed il mare e’ sempre calmo perche’ la barriera corallina ferma le onde a diverse miglia dalla costa. Purtroppo pero’ a fare il bagno si rischia di finire cibo per coccodrilli.
Curiosita’: qui ci sono un sacco di giappo e si trovano quasi ovunque indicazioni bilingue inglese/giapponese.
Day 7: La Grande Barriera Corallina
Giornata dedicata allo scuba diving. La mattina si parte presto alla volta di Port Douglas, dove ci imbarchiamo sulla nave che ci porta alla barriera corallina (qui e’ dove un anno fa e’ morto Steve Irwin, trafitto dalla coda di una stingray). Facciamo tre immersioni in tre posti diversi. Il corallo e’ veramente bello ed estremamente vario in forme e colori. L’acqua e’ calma, la visibilita’ ottima, ed i pesci abbondano. I due incontri piu’ interessanti son stati con una tartaruga gigante che mangiava il corallo e con un pacifico pescione che si lasciava accarezzare.
Niente squali, peccato.
Ok, la prospettiva inganna…. pero’ era grosso davvero

Abbiamo fermato un giappo di passaggio e gli abbiam chiesto se ci faceva una foto ![]()

Day 8: La Foresta Pluviale
Bella gita su un fuoristrada alla scoperta della foresta pluviale. Abbiamo scelto questo tour perche’ e’ piu intimo (6-7 persone al massimo) e non segue gli itinerari turistici. La guida e’ un ragazzone super loquace che riesce a parlare praticamente senza sosta dalle 8 di mattina alle 6 di sera.
A pranzo ci fermiamo in riva ad un lago vulcanico dove si puo’ fare il bagno (la guida assicura che non ci sono coccodrilli qui). Io e Marco decidiamo che val la pena fare un tuffo, Giovanni preferisce fare il coniglio a riva. Nel primo pomeriggio usciamo dalla foresta e attraversiamo una zona arida in cui avvistiamo qualche canguro (sono molto piu’ svegli rispetto a quelli visti allo zoo) e scattiamo qualche foto accanto a termitai alti due metri.
Si dice che in australia vivano i 9 ragni piu’ velenosi del pianeta. Sicuramente ci vive il serpente piu’ velenoso (che per fortuna non abbiamo incontrato) e la pianta piu “dolorosa”, che invece abbiamo incontrato in quantita’.
E’ comunemente chiamata stinging tree ed ha delle belle foglie larghe ricoperte da microscopici aghi che una volta penetrati nella pelle rilasciano una potente neurotossina tuttoggi sconosciuta. A quanto pare basta sfiorarla per sentire un male cane che dura… grossomodo due-tre mesi!! Il dolore puo’ uccidere cani e cavalli e l’unico rimedio conosciuto e’ una bella depilazione a base di ceretta per cercare di rimuovere il maggior numero di aghi possibile. Per il resto, si tira avanti con tanta pazienza e antidolorifici. E se pensate sia una cosa rara vi sbagliate di grosso. Lungo i sentieri nella foresta cresce praticamente ovunque (in pratica una ogni due o tre metri).
Insomma, tra deserti, foreste, animali e piante - l’australia non e’ esattamente un posto ospitale per l’uomo. Sara’ per questo che in tutto il continente vivono meno di 20 milioni di persone.
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August 29, 2007 by Davide Balzarotti.
Nel giro di una settimana ci siamo ritrovati la casa infestata da strani ospiti.
Dunque, abbiamo cominciato una settimana fa con le bestie volanti in garage. Anzi, per essere piu’ precisi abbiamo una sorta di cimitero delle bestie volanti in garage. Sono delle specie di formiconi con le ali, che si trovano morte a decine in un angolo del garage. Non se ne vedono volare, non se ne vedono in giro, solo in quell’angolo e solo morti o moribondi. Potrebbero restare fulminati dalla luce, ma a giudicare dal numero di cadaveri, dovrebbero essercene un sacco in giro…
Ieri sera si sentivano dei passettini nel sottotetto. Potrebbe essere topi oppure semplicemente un uccellino che e’ rimasto incastrato. Esiste una sorta di botola per arrivarci, ma per adesso abbiamo deciso di non scogliere il dubbio
(e di chiamarli “uccellini” per ottimismo)
Stamattina vado in bagno per fare una doccia e trovo un pipistrello che dormiva nella vasca. Cose che capitano, e i i pistrelli sono pure carini ma…
… le domande sono due:
1) Come diavolo ci e’ arrivato ??
Il bagno ha un’unica finestra con una zanzariera metallica cablata dentro che non
si puo’ aprire.
2) Come cavolo si fa a tirar fuori un pipistrello vivo dalla doccia (specialmente
se non si puo’ farlo volar fuori dalla finestra) ??
Alla prima domanda non siam riusciti a dare risposta (tuttavia la tesi piu’ quotata sembra essere quella del teletrasporto). Per la seconda domanda.. beh, vi basti sapere che ci e’ voluta quasi mezzora e che e’ stata una bella lotta!
Ah, quasi dimenticavo… la hottub
Visto il caldo estivo nessuno la usa da almeno due mesi, ma nessuno si e’ nemmeno sentito in dovere di spegnerla e’ cosi’ e’ ancora piena di acqua a 40 gradi. La settimana scorsa abbiamo notato che in questa sorta di brodo primordiale si e’ sviluppata una nuova forma di vita dall’aspetto bianco gelatinoso. E’ ancora agli albori dello sviluppo, ma se non interveniamo e lasciamo la natura fare il suo corso, in pochi mesi potrebbero prendere coscienza di se e magari cominciare a parlare.
Ah, se solo Darwing avesse avuto una hottub…
PS. Mentre scrivo queste parole sta piovendo.
Pioggia a S.Barbara in Agosto???
La natura sembra proprio essere impazzita
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August 6, 2007 by Davide Balzarotti.
Subbacqui… quanto puo’ andare sotto un subbacquo?
Quanti minuti ci vuole prima che un subbacquo riemerge da sotto?
E’ vero che alcune pinne non vengono piu’ via?
Se si incontrano un palombaro e un subbacquo sono colleghi o no?
Forse spinto dalla curiosita’ di trovare finalmente una risposta a queste domande (tutti ricordiamo rieducational channel vero?),avevo deciso per iscrivermi ad un corso di scuba diving.
Il corso durava tre settimane, per un totale di 6 lezioni di due ore di teoria in aula e 6 lezioni di 2 ore in piscina. Tutto questo per arrivare finalmente a immergersi nell’oceano con un respiratore in bocca…
Il fatidico giorno e’ stato sabato scorso; il posto Goleta beach. Non c’era letteralmente niente da vedere visto che la visibilita’ (considerata insolitamente buona!) era di circa 2 metri. Nonostante in 4 ore non ho visto altro che sabbia, la giornata e’ stata comunque utile (per finire tutti gli esercizi del corso) e divertente (specie le prove per togliersi tutto l’attrezzatura, montare su un kayak, rientrare in acqua e rimetterci l’attrezzatura).
Il vero capolavoro pero’ e’ stato Domenica quando abbiamo trascorso tutta la giornata facendo immersioni nelle channel island. In realta’, visto che bisognava essere in barca alle 6.30 di mattina al porto di Ventura, siamo andati giu’ a dormire in barca il sabato sera. Mi avevano messo in guardia sulle cuccette puzzolenti, ma in realta’ non e’ stato per niente male (forse perche’ siamo stati alzati a giocare a carte fino alle due del mattino).
La mattina ci hanno svegliato mentre la nave usciva dal porto. Colazione con un buon breakfast burrito, salsa piccante e una pastiglia per il mal di mare (che non soffro, ma non vuoi mica rischiare di rovinarti la giornata).
Da quando la nave a raggiunto l’isola di Anacapa non c’e’ piu’ stato un momento di riposo. E’ stato un susseguirsi di immersioni, brevi spostamenti in barca, e ancora immersioni.

A pranzo (un ottimo barbeque consumato in tutta fretta con ancora su la tuta da sub) avevo accumulato le immersioni necessarie per il brevetto. Quindi nel pomeriggio ho fatto altre due uscite col mio socio senza istruttore.
E’ difficile spiegare che figata sia starsene sospesi nell’acqua a guardare una razza che letteralmente “vola” tra le foreste di alghe… vale davvero tutti i soldi spesi nel corso.
E per non parlare del covo delle foche, dove ci sono letteralmente centinaia di foche che ti nuotano attorno (ho trovato sto video su youtube che non e’ un granche’ ma rende abbastanza l’idea)
Il viaggio di ritorno l’ho passato sciallato nella vasca a idromassaggio a chiacchierare con gli altri ragazzi del corso. Ciliegina sulla torta, una balena (credo fosse una balenottera azzurra ma non son sicuro) ci ha allietato con spruzzi d’acqua a poche decine di metri dalla barca.
Gran giornata!

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July 31, 2007 by Davide Balzarotti.
Visto che questa estate il programma dei concerti qui a S.Barbara lascia un po’ a desiderare, per godermi un po’ di buona musica dal vivo son stato costretto ad allargare un po’ il “raggio di azione”. E cosi’ la location scelta per il concerto di venerdi sera di Bob Dylan era la fiera della (non certo famossisima) cittadina di Paso Robles, a circa due ore di macchina a nord di S.Barbara.
La fiera la definirei .. come dire… agricola.
Tanto per dare l’idea, quelle cose polverose stile cowboy con i rodei, i tori meccanici e il concorso per la vacca piu’ bella. Il concerto infatti si e’ tenuto nell’arena dei rodei, con tanto di recinto pieno di mucche a un centinaio di metri alla sinistra del palco. Gli spettatori erano prevalentemente persone di mezz’eta’ dall’abbigliamento molto improbabile. Gli uomini seguivano prevalentemente tre correnti: quelli in pantaloncini, maglietta stile-harley-davidson e infratido; quelli in jeans con cappello, stivali e camicia da cowboy; quelli con pantalone e camicia della festa (che nella maggior parte dei casi era una fantasia hawaiana probabilmente ricordo di un remoto viaggio di nozze e totalmente fuori luogo tra i ranch polverosi di paso robles).
Cornice rustica a parte, veniamo al concerto.
La band era in abito chiaro e cappello nero. Dylan in abito nero e cappello bianco.
La voce era decisamente rauca… una versione un po’ meno catarrosa, un po’ piu nasale (e alle mie orecchie altrettanto incompresibile) di Tom Waits.
Lo spettacolo e’ in pieno stile De Gregori:
- entrambi se ne stanno in piedi immobili a cantare per tutto il concerto
- entrambi non parlano assolutamente col pubblico
- entrambi tengono il cappello per tutta la sera (De Gregori se lo toglie per
ringraziare, Dylan non ringrazia)
- entrambi ti fanno girare un po’ le palle quando cantano le canzone famose completamente riarrangiate
Non fraintendetemi, e’ stata una bella serata e la musica era indiscutibilmente di altissimo livello (anche quando non riuscivo a riconoscere la canzone). Segue la scaletta della serata. Le prime 3 o 4 canzoni le ha fatte con la chitarra,
le altre al pianoforte e armonica a bocca (ma non appesa al collo come hai vecchi tempi).
1. Rainy Day Women #12 & 35
2. Lay, Lady, Lay
3. Watching The River Flow
4. Don’t Think Twice, It’s All Right
5. It’s Alright, Ma (I’m Only Bleeding)
6. Workingman’s Blues #2
7. The Levee’s Gonna Break
8. Just Like A Woman
9. Highway 61 Revisited
10. Spirit On The Water
11. Cry A While
12. When The Deal Goes Down
13. Summer Days
14. Masters Of War
(bis)
15. Thunder On The Mountain
16. All Along The Watchtower
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July 26, 2007 by Davide Balzarotti.
Nell’america dell’alta tecnologia, delle tv ad alta definizione e dei vecchi che fanno footing con l’ipod, ci sono alcune “lacune” che lasciano basiti.
Una, si sa, sono le reti (e le tariffe) dei telefoni cellulari. Ma io che non son mai stato un gran fanatico del telefonino non ho fatto
molta fatica ad abituarmi (sebbene mi facciano sorridere quando cercano di venderti un cellulare dicendoti che manda anche messaggi testuali)
Anyway, oggi ne ho scoperta un’altra….
Sto facendo il corso da sub e mi servivano un paio di fototessere. Stamattina chiedo a Ryan dove posso andare a fare ste benedette foto e lui mi guarda con aria desolata e dice “Non so, non e’ mica facile”!!
Pensavo mi prendessi in giro, ma alla stessa domanda suo fratello non ha avuto di meglio da rispondere che “Hai provato a chiedere a google?”
Al che gli ho spiegato che nei paesi “sviluppati” ci sono queste cabine in cui entri, metti 3 euri, pigi un bottone, aspetti 2 minuti e voila’. Mi confermano che in effetti tali esotiche macchinette esistono ma non sono facili da trovare. L’unica che hanno visto era in un centro commerciale a Ventura (tipo se io da Piacenza dovessi andare a fare le foto a Cremona)
Morale della favola, finisco per chiedere a Google.
Sua maesta’ il motore di ricerca mi suggerisce di rivolgermi a un corriere (che se escludiamo il fruttivendolo sarebbe stato l’ultimo posto in cui sarei andato a chiedere una fototessera). Devo ammetter che tutto sembrava un po’ una candid camera, ma al giorno d’oggi se non ti fidi di google…. Cosi prendo la macchina e vado all’ufficio dell’ UPS che c’e’ in fondo alla mia via. Il ragazzo mi conferma che naturalmente fanno le fototessere per il passaporto. Mi mette in piedi davanti ad uno schermo bianco, prende una macchina fotografica dall’aspetto angoloso, click, mette la macchina su una stampante, aspetta 2 minuti e quella sputa fuori il solito foglietto quadrato con su 4 (o 6 a seconda delle dimensioni) foto del sottoscritto.
Tutto come nei cabine italiane, altrettanto veloce e senza la puzza di piscio.
Gran bell’affare vero?
NO. Sia lodato lo squallore dei cubicoli italiani,
qui per avere una fototessera ho dovuto pagare 16 dollari e 50 centesimi !!!!
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July 10, 2007 by Davide Balzarotti.
Scrivo sempre per lamentarmi dei problemi che incontro nei viaggi dall’Italia all’America. Per una volta, mi sento in dovere di scrivere per segnalare una traversata davvero piacevole. Sul volo linate-heatrow niente da segnalare se non che dopo tanto tempo ho potuto riassistere alla classica scenetta tutta italiana degli applausi scroscianti all’atterraggio.
Stucchevole, ma mi fa sempre sorridere
La vera chicca pero’ e’ stata la tratta londra-LA:
Ovviamente, se la dea bendata mi ha sorriso durante il volo, la sfiga mi aspettava in aereoporto.
Per una sfortunata coincidenza nell’arrivo degli aerei si era formata una fila titanica al banco dell’immigrazione: per passare i controlli ci ho messo quasi un’ora e mezza. Risultato: i miei bagagli eran stati tirati giu’ dal rullo e buttati in un angolo, la scrittrice si era rotta le palle e se ne era andata, e ho pure perso l’autobus per Santa Barbara.
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July 10, 2007 by Davide Balzarotti.
Come ogni bravo emigrante, mi son fatto le vacanze estive in Italia.
Il motivo del viaggio era duplice: passare un po’ di tempo con la mia famiglia, rivedere gli amici, e rifare il visto (sono tre ma fa lo stesso). Tutto sommato posso dire di essermi attenuto fedelmente al programma.
Le giornate le ho passate a giocare con mia nipote.
Le serate le ho passate bevendo birra con i miei amici.
In pratica ho fatto 15 giorni a mangiare (mia mamma come al solito mi ha trovato deperito e mi ha messo all’ingrasso) e dormire (avevo scordato la gioia di fare i pisolini pomeridiani).
A Piacenza non e’ cambiato niente: sono riusciti ad aumentare il gia’ fantastico numero delle rotonde (ormai i semafori sono rari come le cabine del telefono), e ad aprire un altro ipermercato (ormai c’e’ n’e’ uno ogni 18 abitanti).
Dal canto mio, ho finalmente potuto mostrare a tutti la mia nuova pettinatura.
Pochissimi hanno avuto la (s)fortuna di conoscermi abbastanza a lungo da avermi visto con i capelli corti. Per la maggior parte era la prima volta senza coda. Il commento piu’ frequente e’ stato che sembro molto piu’ giovane (indipendentemente dal motivo, quando la gente comincia a dire che ti trova piu’ giovane, vuol dire che cominci ad essere vecchio)
Il commento piu’ bello e’ stato quello di mia nipote. Un giorno, eravamo in campagna, passa una lucertola senza coda. Io gli spiego che qualcuno doveva avergliela tagliata. Al che lei mi guarda e mi dice “Come allo zio”, e poi ridendo “Sei un lucertolone anche tu”.
Ha solo 2 anni e mezzo ma fa gia’ dei ragionamenti della madonna
Mentre ero in Italia mi son perso una settimana di ottime onde
E’ un mese che non faccio surf e la notte comincio a temere di andare in sonnambula e saltare in piedi sulla scrivania.
Mentre ero in Italia mi son perso anche il 4 di luglio.
Tuttavia, essendo il nostro patrono, e’ festa anche a Piacenza. Solo che da noi l’Independence Day si chiama S.Antonino.
Purtroppo, invece della grigliata in spiaggia e dei fuochi artificiali, noi abbiamo la fiera con 4 Km di bancarelle dei cinesi. Scusate se e’ poco
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May 28, 2007 by Davide Balzarotti.
Per festeggiare il Memorial Day (che sarebbe oggi) abbiamo deciso di passare una bella giornata in spiaggia. La nostra destinazione era un posto chiamato Jalama beach, a circa un’ora da S.Barbara ed a circa 30Km dal piu’ vicino centro abitato.
Il posto e’ famoso per tre cose:
- Il surf (e’ uno dei migliori beach break della California)
- Il vento (che naturalmente il piu’ delle volte rovina il surf,
contraddicendo il punto precedente)
- Il world famous Jalama Burger (ottimo dopo il surf, da evitarsi prima)
Siamo partiti equipaggiati per una lunga giornata sotto il sole - e manco a dirlo c’era nuvolo e faceva un freddo barbino. Non mi sono lasciato spaventare e appena arrivati mi son lanciato in acqua a fare un po’ di surf. Sono durato poco (ma un paio di buone onde son riuscito a prenderle) e sono uscito con un sorriso alla Joker stampato sulla faccia (un po’ per il divertimento, un po’ perche’ il freddo mi aveva letteralmente paralizzato le ganasce). Tempo di rimettermi i vestiti e ci siam fiondati nella baracca che fa da negozietto e che prepara gli hamburger, dove la temperatura era piu’ godibile ed una tazzona di te bollente mi ha fatto recuperare un po’ di mobilita’ nei muscoli facciali.
Avevamo tanta roba da mangiare da sfamare una squadra di football ma il clima ci ha costretto a sostituire il picnic con un velocissimo spuntino (in parte consumato in macchina :P). A questo punto, persa completamente la fiducia nel fatto sarebbe uscito il sole, abbiam deciso di tornarcene a casa.
Clima a parte il posto era davvero molto bello, ed il surf era a dir poco fenomenale - specialmente considerando che e’ un periodo di fiacca, e che a SB non c’e’ un onda a pagarla oro.


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May 28, 2007 by Davide Balzarotti.
Sto parlando di Security & Privacy, una delle piu’ importanti e selettive conferenze di sicurezza informatica. Si tiene ogni anno a Berkeley (o Oakland, visto che l’albergo sorge sul confine) e di solito qui a UCSB vanno tutti in massa (il mio gruppo naturalmente, non tutta l’universita’).
Beh, dicevo che io non volevo andare..
Avevo dato una occhiata al programma e non c’era niente di interessante. In piu’ avrei dovuto noleggiarmi una macchina e andar su domenica notte per conto mio per non perdermi la lezione di rock climbing (che avevo gia’ pagato). Per farla breve, un po’ per non fare il crumiro, un po’ perche’ ci si incontra sempre gente interessante, un po’ perche’ e’ comunque una “vacanza” spesata… mi sono unito all’allegra comitiva.
E’ andato tutto come da copione:
- La conferenza ha fatto davvero schifo (diversi degli articoli
presentati erano a dir poco agghiaccianti)
- L’hotel e’ sempre una meraviglia
- La vista sulla baia non ha prezzo
- La parte di social networking e bevute di birra e’ stata come
al solito molto piacevole
- A S.Francisco faceva un caldo bestia
Le due serate: la prima a cercare (con scarsissimo successo visto che era lunedi) di far casino a S.Francisco. Comitiva numerosa trascinata da Giovanni ubriaco, nuovo record di persone in un minivan (due nel baule), e un paio di pub semideserti. Non esattamente da ricordare… La seconda siamo invece rimasti a Berkeley in una specie di birreria molto carina, abbastanza animata, con un sacco di tavolini all’aperto e musica Jazz dal vivo.
Vi lascio con una foto dell’Hotel….
.. ma vi rendete conto che anche tutte le tegole sono bianche!!
Chissa come faranno a tenerle pulite (??)

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