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Oz

Posted By Davide Balzarotti On September 17, 2007 @ 11:40 pm In california | 1 Comment

Gli americani (notoriamente molto forti in geografia) tendono a confondere Australia e Austria. Per aiutarli in questo difficile compito ed evitare malintesi, quando uno parla dell’Austria aggiunge spesso “Quella senza canguri” (no, non sto scherzando)
Beh, questo e’ il resoconto del mio viaggio in Australia (quella con tanti canguri).

Day 1: Il Viaggio

L’Australia ha una strana proprieta’: da ovunque tu arrivi, e’ sempre MOLTO distante. Per esempio, dall’Italia e’ quasi dall’altra parte del mondo. Ma anche la California dall’Italia e’ quasi dall’altra parte del mondo. Tuttavia, dalla California all’Australia ci sono 13 ore di volo!!

Miracoli della fisica a parte, il viaggio di andata e’ stato lungo, noioso, ed estremamente scomodo. I viaggi intercontinentali con la United in classe turistica dovrebbero essere aboliti al pari delle torture fisiche. Lo spazio e’ lillipuziano, il cibo e’ cattivo (ma tanto non riesci a mangiarlo perche’ hai gia’ le ginocchia in bocca) e il sistema di intrattenimento deve essere lo stesso che usavano durante la seconda guerra mondiale: film proiettati su un piccolo schermo di tela che ogni volta che qualcuno si alza in piedi non vedi piu nulla. Quasi non fai nemmeno caso alla resa cromatica, al cielo verde e alle piante blu.
Ma che volete che vi dica, pur di andare in Australia avrei viaggiato anche in uno scatolone pieno di chiodi.

(Side note: arrivando dall’America si attraversa la linea di cambio di data. In pratica si perde un giorno in pochi minuti. Non potevo fare a meno di ripensare all’Isola del giorno prima di Eco)

Day 2: Gold Coast

La conferenza era nella Gold Coast, in una piccola cittadina chiamata “Surfer Paradise”.
Il lungo periodo di siccita’ che interessava la regione e’ terminato nel momento esatto in cui siamo scesci dall’aereo. Fino al giorno prima (e per mesi e mesi consecutivi) c’era stato il sole. Per i quattro giorni del nostro soggiorno non ha fatto altro che diluviare con vento oltre i 20 nodi. Il periodo di sole e siccita’ e’ ricominciato puntuale il giorno esatto in cui ce ne siamo andati.

A causa del clima, il primo giorno non abbiam fatto granche’.. Un’occhiata in giro, una mangiata di pesce e poi ci siamo rintanarci in hotel. Per la cronaca, avevamo una camera strafica al 16 piano di un grattacielo con vista sull’oceano.


Day 3: La conferenza e il Romano

Abbiamo passato la giornata alla conferenza che e’ stata … beh… chissenefrega.
Alle 4 abbiam caricato le mute in macchina (tra l’altro in Australia si guida a sinistra) e siamo andati a fare surf. Sfortunatamente, i negozi in Gold Coast chiudono alle 5 e cosi’ non abbimo fatto in tempo a noleggiare le tavole.
Fino ad ora, la vacanza in Australia era stata una fregatura gigante.

Mentre ce ne stavamo davanti alla spiaggia sotto l’acqua a guardare il mare con le pive nel sacco - si avvicina un ragazzo dal capello lungo che esordisce dicendo (con un accento romano marcatissimo):
“Ciao, ho sentito che siete italiani. Grande, erano …. mah… quasi… QUATTRO giorni che non sentivo parlare italiano”
Dannazione, 4 giorni !! Questo si e’ che incredibile.
Scambiamo 4 chiacchiere e veniamo a sapere che e’ un surfista italiano (nel senso che fa davvero surf in italia). Gli chiediamo che ci fa in Australia, se e’ in vacanza, lavora o se vive li. Lui risponde:
“Mah… no… non so.. io faccio surf”
Un filosofo. Un mito!

Piccolo, freddo e sembra fatto di plastica. Ma conviene tenergli la bocca legata…

Un pitone di 3 metri in sala da pranzo? Questa si che e’ una conferenza di *sicurezza*

Day 4: Finalmente Surf

Per evitare scherzi con i negozi, lasciamo la conferenza alle 11 di mattina :)
Noleggiamo le tavole (tra l’altro nuove di pacca) e ci fiondiamo in acqua. Il posto era da lasciare senza parole. Un perfetto point break con onde destre lunghe mezzo miglio e alte 7-8 piedi. Ogni tanto notavo che pioveva. Il vento ha soffiato forte per tutto il tempo. Ma con onde del genere non aveva davvero nessuna importanza..
Peccato che cause le condizioni atmosferiche non ho fatto foto dalla spiaggia :(

Questo giorno vale l’intero viaggio.
Tutto quel che viene dopo sono solo ciliegine sulla torta.

Day 5: Le strane bestie Australiane

Il parco naturalistico era uno zoo travestito. Niente gabbie o catene, ma tesso principio. Nonostante questo, e’ stata una buona occasione per vedere tutti gli strani animali del paese. La maggior parte sono delle varianti piu’ o meno belle del topo: dal wombat (incrocio tra un topo e un cinghiale) al diavolo della tasmania (piu’ un topo-procione direi).
Anche il canguro in fondo e’ un po’ un topone. Tanto aggraziato quando salta quanto goffo quando cammina (usano la coda tipo bastone). Ma i piccoli che fanno capolino dai marsupi delle mamme sono veramente dolcissimi.
I coccodrilli sono abbastanza inutili: predatori perfetti in una laghetto senza prede. Belli son belli, ma non si possono ovviamente avvicinare e visti da lontano sembrano soprammobili.


Per finire il coala, che e’ di gran lunga il mio preferito. Non c’e’ molto da dire, se non che ha una sembra un orsacchiotto, che dorme sempre (con le braccia incrociate) e che anche quando e’ sveglio e’ del tutto incurante di quel che gli succede attorno.




Day 6: Viaggio a Nord

Tappa serale a Brisbane e poi volo interno alla volta di Cairns, nella punta a Nord-Est dell’Australia. Entrando nella zona tropicale riusciamo finalmente a lasciarci alle spalle il maltempo.
A nord sembra un altro mondo. Fa molto piu’ caldo ed il mare e’ sempre calmo perche’ la barriera corallina ferma le onde a diverse miglia dalla costa. Purtroppo pero’ a fare il bagno si rischia di finire cibo per coccodrilli.

Curiosita’: qui ci sono un sacco di giappo e si trovano quasi ovunque indicazioni bilingue inglese/giapponese.

Day 7: La Grande Barriera Corallina

Giornata dedicata allo scuba diving. La mattina si parte presto alla volta di Port Douglas, dove ci imbarchiamo sulla nave che ci porta alla barriera corallina (qui e’ dove un anno fa e’ morto Steve Irwin, trafitto dalla coda di una stingray). Facciamo tre immersioni in tre posti diversi. Il corallo e’ veramente bello ed estremamente vario in forme e colori. L’acqua e’ calma, la visibilita’ ottima, ed i pesci abbondano. I due incontri piu’ interessanti son stati con una tartaruga gigante che mangiava il corallo e con un pacifico pescione che si lasciava accarezzare.
Niente squali, peccato.

Nemo?






Ok, la prospettiva inganna…. pero’ era grosso davvero

Abbiamo fermato un giappo di passaggio e gli abbiam chiesto se ci faceva una foto :)

Day 8: La Foresta Pluviale

Bella gita su un fuoristrada alla scoperta della foresta pluviale. Abbiamo scelto questo tour perche’ e’ piu intimo (6-7 persone al massimo) e non segue gli itinerari turistici. La guida e’ un ragazzone super loquace che riesce a parlare praticamente senza sosta dalle 8 di mattina alle 6 di sera.
A pranzo ci fermiamo in riva ad un lago vulcanico dove si puo’ fare il bagno (la guida assicura che non ci sono coccodrilli qui). Io e Marco decidiamo che val la pena fare un tuffo, Giovanni preferisce fare il coniglio a riva. Nel primo pomeriggio usciamo dalla foresta e attraversiamo una zona arida in cui avvistiamo qualche canguro (sono molto piu’ svegli rispetto a quelli visti allo zoo) e scattiamo qualche foto accanto a termitai alti due metri.


Si dice che in australia vivano i 9 ragni piu’ velenosi del pianeta. Sicuramente ci vive il serpente piu’ velenoso (che per fortuna non abbiamo incontrato) e la pianta piu “dolorosa”, che invece abbiamo incontrato in quantita’.
E’ comunemente chiamata [1] stinging tree ed ha delle belle foglie larghe ricoperte da microscopici aghi che una volta penetrati nella pelle rilasciano una potente neurotossina tuttoggi sconosciuta. A quanto pare basta sfiorarla per sentire un male cane che dura… grossomodo due-tre mesi!! Il dolore puo’ uccidere cani e cavalli e l’unico rimedio conosciuto e’ una bella depilazione a base di ceretta per cercare di rimuovere il maggior numero di aghi possibile. Per il resto, si tira avanti con tanta pazienza e antidolorifici. E se pensate sia una cosa rara vi sbagliate di grosso. Lungo i sentieri nella foresta cresce praticamente ovunque (in pratica una ogni due o tre metri).


Insomma, tra deserti, foreste, animali e piante - l’australia non e’ esattamente un posto ospitale per l’uomo. Sara’ per questo che in tutto il continente vivono meno di 20 milioni di persone.



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[1] stinging tree: http://en.wikipedia.org/wiki/Dendrocnide_moroides

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